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IL FUMO E L'ATTIVITÁ SUBACQUEA Molti subacquei hanno l'impellente vizietto di ricaricarsi fumando l'ambita sigaretta. Di seguito analizziamo le implicazioni dei fumo sull'attivitá sub. Iniziamo sottolineando che il polmone é uno degli organi piú importanti per la vita visto che, tra le altre cose, consente di ossigenare il sangue. Il fumo, determinando una riduzione della quantitá dí ossigeno nel sangue riduce la durata delle immersioni in apnea. Pertanto, se volete delle apnee lunghe, non fumate proprio prima dell'immersione. Questo utile suggerimento valido anche per le immersioni con autorespiratore, perché nel fumo ci sono alcuni gas nocivi, come l'anidride carbonica e il monossido di carbonio, che in profonditá, a causa della maggiore pressione ambientale, diventano piú pericolosi (vi é un aumento della loro pressione parziale). Il subacqueo fumatore deve inoltre prestare maggiore attenzione alla compensazione dell'orecchio medio e dei seni paranasali durante la discesa verso il fondo, dato che il fumo aumenta la produzione di muco e diventa difficile sbloccare l'orecchio. A tale riguardo, spesso sento dire: "Ogni volta che smetto di fumare divento pieno di catarro e non riesco a compensare". E vero: ci sono studi che hanno dimostrato che per circa una settimana dopo aver sospeso il fumo aumenta la quantitá di muco prodotto; quindi, se volete compensare meglio, dovete smettere di fumare almeno una settimana prima dei periodo programmato per le immersioni. Se vi riesce, perché non sospendete per sempre? E' generalmente consigliabile che il subacqueo fumatore che si immerge autorespiratore ad aria o a miscele aumenti il tempo della tappa di sicurezza alla profonditá di cinque metri, rispetto al subacqueo non fumatore. Difatti, nel fumatore l'azoto si libera piú lentamente durante la decompressione, perché il fumo comporta una perdita di elasticitá del polmone, che diventa piú "rigido" quando fumate. Un altro consiglio é quello di praticare almeno un po' di allenamento fisico, perché in immersione avete la tendenza ad affannarvi piú facilmente in quanto il fumo causa un aumento dei lavoro respiratorio, del consumo di ossigeno e della produzione di anidride carbonica. La maggior parte dei rischi legati alle sigarette, relativamente all'attivitá subacquea, sono correlati alle conseguenze a lungo termine dei fumo. Normalmente, sulla parete interna delle condutture di passaggio dell'aria dalla bocca fino agli alveoli, ci sono delle ciglia che lavorano alacremente per rimuovere un leggero strato di materiale vischioso che serve per intrappolare inevitabili impuritá dell'aria inspirata (polvere, polline e altro). Il fumo causa la paralisi delle ciglia e cosí si ha un ristagno dei muco, con la formazione di un tappo che blocca le vie aeree. Con il passare dei tempo, questo tappo diventa pericoloso per il subacqueo, perché a un certo punto, durante un'accidentale risalita rapida, puó impedire ad alcune zone del polmone di essere ventilate normalmente e, in teoria, aumenta la probabilitá di una sovradistensione del polmone con possibile passaggio dell'aria dal polmone rotto nel sangue ed un'embolia gassosa arteriosa traumatica (Ega). Tranquilli! in realtá, quando il fumo inizia a o ire le vie aeree, il respiro diventa cosí corto che non c'é piú la voglia di immergersi né di sostenere il piú piccolo sforzo. E bene conoscere i rischi potenziali solo perché é saggio che ogni anno sottoponiate ad una visita di idoneitá medica con l'esame dei respiro (spirometria). Il medico vi dirá se i test di funzionalitá polmonare risultano anomali. In tal caso, l'immersione va sconsigliata quando coesiste un'alta reattivítá delle vie aeree agli stimoli esterni, tipo asma, oppure quando il fumatore necessita di assumere dei farmaci per controllare il respiro. Un quesito frequente riguarda l'utilizzo in immersione dei cerotti alla nicotina assunti come sostituto dei fumo. Non si conoscono le possibili alterazioni fisiologiche provocate dall'associazione della nicotina con l'immersione, specialmente se in acqua fredda. Comuni effetti della nicotina contenuta nel cerotto non dovrebbero essere molto diversi da quelli della nicotina contenuta nel fumo di sigaretta. La differenza é che il cerotto rilascia una quantitá minima e costante nel tempo di nicotina; invece il fumatore si immerge subito dopo aver fumato una sigaretta, porterá con se un bel carico di nicotina e di monossido di carbonio. Un problema relativo al cerotto é che, una volta che si é impregnato di al salata, potrebbe non rilasciare il farmaco in maniera ottimale. Inoltre, l'acqua salata potrebbe aumentare la possibilitá di dermatite da cerotto, un effett collaterale che é giá abbastanza elevato nell'utilizzo dei cerotti. Sia per chi scende in apnea sia per chi sceglie le bombole, il fumo di sigaretta comporta delle limitazioni nell'efficienza fisica. Nell'apneista, preoccupa l'aumento della quantitá di monossido di carbonio nel sangue, che riduce drasticamente i tempi di apnea. Vi é una decurtazione della massima capacitá ventilatoria (Mvv) e un'alterazione della distribuzione della ventilazione e quindi, degli scambi gassosi alveolo-capillari: ossia, minore possibilitá di ossigenazione e di eliminazione dell'anidride carbonica (nella fase di preparazione all'apnea) e pertanto una ridotta efficienza. Nel sub che si immerge con autorespiratore ad aria o a miscele, a causa diminuite capacitá ventilatorie e delle modifiche della struttura polmonare una riduzione dell'efficienza dei polmone come scambiatore di gas (per effetto dell'aumento dei tempo dí scambio dei compartimento lento) e quindi anche azoto, una perdita di elasticitá dei polmone che diviene piú "rigido", con conseguente aumento dei lavoro di ventilazione (l'aumento del lavoro respiratorio comporta un aumento dei consumo di ossigeno e un aumento di produzione di anidride carbonica, con conseguente affanno che compromette la sicurezza dell'immersione); una condizione di ostruzione bronchiale , e di infiammazione cronica aumentano il rischio di intrappolamento dei gas a livello alveolare. Queste cose comportano un aumento del rischio di incidente da decompressione (Dci o Mdd) che di sovradistensione polmonare con embolia gassosa arteriosa traumatica (Ega). Uno dei componenti dei fumo piú pericolosi e piú facilmente misurabili é il monossido di carbonio, conosciuto anche come "veleno bianco", che é un gas velenoso, inodore, incolore e insapore. Il monossido e l'ossigeno si legano allo stesso sito sull'emoglobina dei globuli rossi, ma il monossido é 220 - 290 piú veloce rispetto all'ossigeno e pertanto gli porta via il posto, con la conseguenza che il sangue e i tessuti sono meno ossigenati. Inoltre, il monossido irrita i globuli bianchi, le cellule dei sangue deputate alla difesa. Un fumatore ha sempre un po' il sangue intossicato dal monossido: ai fini della subacquea, é importante che tale intossicazione non superi le 10 Ppm (per mille) per volume di sangue, equivalente a una percentuale di monossido legata all'emoglobina dello 0.001%. In realtá, un fumatore arriva facilmente ad avere fino al 10-15% di emoglobIna intossicata. Raffaele Castaldo |