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CURA DELL'EQUIPAGGIAMENTO Quali potrebbero essere le conseguenze di una partenza per una localitá lontana con una autovettura riguardo alla quale non abbiamo fatto alcun controllo? Sicuramente diverse, piú o meno gravi, e certamente non é da persone caute e coscienti un atteggiamento di questo genere. Un comportamento sensato, senza ombra di dubbio, sarebbe quello di far effettuare da personale preparato un controllo e tutte le operazioni necessarie al fine garantire la perfetta efficienza del mezzo. Questo, ci garantirebbe il perseguimento del nostro obiettivo nonché un viaggio sicuro e tranquillo. Allo stesso modo, nell'attivitá subacquea, dovendo affidarci ad attrezzature specifiche per adattare il nostro organismo all'ambiente acquatico ed effettuare, in maniera sicura e divertente, lunghe escursioni alla scoperta delle infinite meraviglie che il mare, come ogni altro specchio d'acqua, ci offre, dobbiamo assicurarci che ogni componente funzioni correttamente. Pertanto, é opportuno che ogni subacqueo si preoccupi di sottoporre, oltre ai consueti controlli periodici, la propria attrezzatura ad una serie di operazioni volte a garantirne lunga vita ed un perfetto funzionamento. PROCEDURE GENERALI Sebbene l'attrezzatura subacquea sia stata progettata per l'utilizzo in acqua, il suo principale nemico é proprio quest'ultimo, indipendentemente dalla sua natura (acqua dolce, salata, etc...). In linea generale, quindi, ricordiamoci, al termine di ogni immersione, di avere cura del nostro equipaggiamento risciacquandolo con acqua dolce, priva di cloro e di sedimenti. Inoltre, qualora non fosse possibile tale operazione al termine della nostra immersione, avremo cura di lasciarla in ammollo per qualche ora per favorire la rimozione completa dei cristalli di sale eventualmente formatisi. PROCEDURE PARTICOLARI [Bombole] [Erogatori] [GAV] [Zavorra] [Maschera] [Pinne] [Muta] [Coltello] [Strumenti] Oltre a sottoporle a controllo ispettivo annualmente ed a collaudo alla scadenza, dobbiamo prevenire l'ingresso di acqua o umiditá all'interno evitando di far uscire l'aria direttamente dalla stessa (come quando si asciuga il cappuccio di protezione del primo stadio dell'erogatore) e depositandole con almeno 10 e 20 atmosfere residui. Altra accortezza consiste nel lasciarle in piedi, cosicché, nell'eventualitá si fosse formata della condensa, questa si depositi sul fondo, dove lo spessore delle pareti é maggiore. Sinceriamoci, inoltre, che i centri di ricarica provvedano all'adeguata manutenzione dei loro compressori, i quali, come sappiamo, sono deputati al filtraggio ed alla deumidificazione dell'aria. Anche l'esterno dovrá essere sottoposto ad un breve risciacquo (piú lungo se presente la retina di protezione) ed avendo l'accortezza, qualora l'erogatore non sia montato, di far uscire, al termine, un pó d'aria al fine di espellere l'acqua presente nel condotto. Periodicamente, é opportuno rimuovere il fondello di plastica per procedere alla pulizia del quel punto ove viene favorito il ristagno dell'acqua. Vanno risciacquati dopo ogni immersione con acqua dolce e soffiando delicatamente un paio di volte dal boccaglio al fine di rimuovere eventuali sedimenti presenti. Cosa importante, é da evitare assolutamente l'ingresso di acqua nei condotti interni avendo cura di chiudere in maniera ermetica il primo stadio, utilizzando i cappucci in dotazione e non agendo sul pulsante di spurgo durante il risciacquo o quando sono immersi. Oltre al consueto risciacquo esterno, questo componente richiede un ulteriore trattamento che va ad interessate la parti interne, poiché, non di rado e soprattutto per i neofiti, un pó d'acqua entra durante le fasi di scarico dell'aria. Quindi, riempiremo i 2/3 del GAV con acqua dolce attraverso il
corrugato o la valvola di sovrappressione (dopo averla smontata) e lo gonfieremo a bocca per la differenza. Non resta da far altro che agitare il GAV affinché, l'acqua all'interno vada a risciacquare tutte le sue parti. Al termine di questa operazione lo svuoteremo utilizzando il pulsante di scarico o la valvola di sovrappressione. Dopo aver ripetuto l'operazione per due - tre volte, lo appenderemo gonfio con il foro del corrugato rivolto verso il basso in maniera tale da far concentrare i residui d'acqua all'interno di quest'ultimo. Per questo componente sará sufficiente un semplice risciacquo. Tuttavia, verificheremo la presenza, sulle cinture in tessuto plastico (nylon o simili), di eventuali sfilacciature che provvederemo a bruciare con la fiamma di un accendino onde evitare che si estendano. Anche per questo componente il nostro intervento si limita ad un accurato risciacquo ed alla rimozione di eventuali sedimenti presenti. Qualora fosse necessario e ne fossimo capaci, potremmo smontarla per rimuovere la sabbia o quant'altro si sia andato frapporre tra vetro e gomma. E consigliato riporre la maschera, soprattutto quelle moderne che sono in silicone, nelle apposite custodie e comunque lontano da altre componenti in gomma per evitare che si macchi. Sovente mi é capitato di vedere pinne riposte in verticale sulla punta della pala. Questo ne provoca la deformazione ed pertanto bisogna riporle in posizione orizzontale con la pala ben stesa o appese per il cinghiolo. Riguardo le cure post-immersione, sará sufficiente un accurato risciacquo. Muta - Calzari e Guanti E' consigliabile risciacquare muta, calzari e guanti e quant'altro in neoprene dopo averli lasciati in ammollo in acqua tiepida per almeno un'ora. Riguardo la muta stagna, questa andrebbe sciacquata internamente qualora vi fosse entrata acqua o prima di riporla per un lungo periodo di tempo. Per l'asciugatura, riporremo la muta in un luogo fresco ed ombreggiato, preferibilmente riponendola su di una gruccia resistente. La muta stagna andrá appesa con i calzari verso l'alto e con la cerniera aperta onde permettere all'acqua presente al suo interno di defluire. Una volta asciutta, andrá riposta avendo cura di non creare pieghe strette che potrebbero provocare la spaccature del neoprene e/o il collasso delle cellule nel punto interessato. Se si dispone di spazio sufficiente é consigliabile lasciarla appesa ad una gruccia. Periodicamente, provvederemo a lubrificare la cerniera con della paraffina (no grasso al silicone o peggio, silicone spray). Riguardo le mute stagne, dovremo innanzitutto chiudere la cerniera e quindi lubrificarla esclusivamente sulla faccia esterna. Dopo aver passato la paraffina, apriremo e chiuderemo piú volte la cerniera al fine di meglio distendere il lubrificante applicato. Ricordare di riaprire la cerniera delle muta stagna prima che quest'ultima venga riposta. Inoltre, sempre per le mute stagne, periodicamente e prima di riporla per lungo tempo, al fine di proteggere le parti in lattice dall'azione ossidativa provocata dall'ozono, bisogna ricoprirle con talco "INDUSTRIALE". Non va assolutamente utilizzato il borotalco classico che per la presenza di essenze risulta deleterio per il lattice. Qualora lo si ritenga opportuno, é possibile lavare la muta in lavatrice con un programma a freddo per tessuti delicati ed utilizzando detergenti generici neutri e delicati o specifici, acquistabili presso i negozi del settore. I calzari possono essere lavati piú frequentemente per la spiacevole tendenza ad emettere cattivi odori. Sará utile, in questa circostanza, farli asciugare rapidamente al sole in quanto aiuta a contenere il livello di cattivo odore. Sapevate che anche un coltello in acciaio inox (combinazione di acciaio/nichel o acciaio/cromo/nichel), definito "inossidabile" si ossida. Questo perché un coltello veramente inossidabile non sarebbe in grado di mantenere il filo della lama in quanto composto esclusivamente da metalli morbidi. Ne consegue che la resistenza alla corrosione é inversamente proporzionale alla capacitá di mantenere il filo (durezza). Affinché il nostro coltello non presenti macchie di ruggine é necessario, innanzitutto, risciacquarlo dopo l'immersione, rimuovere eventuali macchie presenti con un telo smeriglio bagnato, quindi asciugarlo e cospargere la lama di grasso al silicone o silicone spray. Se proprio desideriamo un coltello "inossidabile" dovremo orientare il nostro interesse verso coltelli in titanio o in materiale ceramico. Infine, non resta che prenderci cura degli altri strumenti, quali, computer, lampade, boe di segnalazione ed altro, immergendoli in acqua tiepida e lasciandoli asciugare in un luogo ombreggiato ed aerato. Riguardo ai computer, ricordare, onde evitare un inutile consumo delle batterie, di asciugare i contatti dopo averlo rimosso dall'acqua . Eventuali salvaschermi andranno rimossi o aperti nella fase di asciugatura. Per le lampade, é preferibile riporle aperte onde evitare il ristagno di gas "idrogeno", potenzialmente esplosivo, eventualmente prodotto durante la fase di ricarica. Questa procedura riduce, inoltre, la deformazione dell'o-ring di tenuta del sistema di chiusura. Raffaele Castaldo |